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  • Goias (Brasile)
    venerdì 8 gennaio 2010

    Carissimi,
    oggi insieme faremo un viaggio nello spazio e nel tempo. Non vi sto prendendo in giro! Sto partecipando al “Curso de Verao”, come l’anno passato. E’ un corso biblico nel quale si cerca sempre di unire la Parola di Dio con una problematica della realtà sociale contemporanea. E’ in un qualche modo frutto della Teologia della Liberazione che qui in Brasile e Sud America ha fatto tanto parlare di se (nel bene e nel male). E’ un corso popolare ed ecumenico. Vi partecipano, in linea di massima, i leader comunitari delle varie realtà religiose, quella cattolica è la più numerosa. Presente solo qualche esponente delle chiese evangeliche più antiche. Il numero dei partecipanti sta calando e non credo sia un buon segno. Un centinaio i partecipanti con qualcuno proveniente da Bahia, dal Tocantins, dal Mato Grosso… addirittura un vescovo emerito di 75 anni (statunitense di nascita e 45 anni di Brasile) proveniente dall’ ilha do bananal… una delle isole fluviali più grandi al mondo! L’anno passato il vescovo, Dom Waschington Cruz (che considera questo corso una dispersione di forze e con biblisti a volte troppo “liberi”), ha smesso di appoggiare l’iniziativa lasciando i coordinatori del corso un po’ disorientati. Ma è bello vedere che nonostante questa presa di posizione il corso è ancora in piedi. Sono contento perchè mi è sempre piaciuta una Chiesa aperta, pronta a farsi stuzzicare dalle provocazioni interne… una Chiesa colorata e non fatta soltanto di bianco&nero. Quest’anno il tema centrale del corso è il Cerrado (si pronuncia Serrado) che è il bioma tipico della nostra regione. I relatori: Altair Sales, professore nell’università Cattolica (uno scienziato preparatissimo, paleontologo) e Sandro Gallazzi, biblista un po’ sopra le righe (Dom Waschington ha la sfera di cristallo?!!). Non è facile, in poche parole, condividere la preoccupazione per la natura. Il Cerrado è una savana preistorica che già 60 milioni di anni fa aveva raggiunto il suo apice evolutivo, con molti elementi di flora e fauna che si svilupparono solo qui, unici al mondo. Era un tuttuno, nel giurassico, con l’Africa. Ci sono fossili in comune… i continenti non si erano ancora separati. Ecco che per milioni di anni l’acqua piovana si è raccolta nelle profondità degli altopiani che costituiscono i Cerrado per poi generare sorgenti in ogni dove. Nel sottosuolo reti gigantesche di grotte calcaree hanno funzionato come spugna. E questo dura fino ad oggi. Non è un caso che in tutte le nostre regioni siano presenti, con grande abbondanza, risorgive naturali. Che si trasformano in piccoli ruscelli che, unendosi tra di loro, danno vita al Rio Araguaia, al Rio Sao Francisco, e al Rio Paranà. Sono i tre tra i fiumi più importanti del Brasile e del Sud America. Per non parlare di tantissimi altri fiumi “minori”, come il Teles Pirs e il Rio Xingu (Mato Grosso), che riforniscono il Rio delle Amazzoni, che conosciamo. Tutti questi fiumi, negli ultimi 20 anni, stanno abbassando il livello d’acqua (si parla di -3 cm anno!!!!), soprattutto nella stagione secca. Cosa succede? Semplice e tristissimo… è vent’anni che il Cerrado è disboscato e bruciato per far spazio alle coltivazioni estensive di soia, canna da zucchero (per fare l’alcol con cui vanno le macchine, alternativa “ecologica” al petrolio), ecc. e per creare zone di pascolo per le mucche (chi nel mondo non conosce la buonissima carne brasiliana e argentina?). Tutto questo fa si che l’acqua, quando piove, corra rapidissima nel letto dei fiumi senza penetrare nel sottosuolo, quindi senza rifornire il serbatoio sotterraneo. Aumentano i fenomeni di piena ma il livello medio dei fiumi si abbassa. Molti sono già secchi. Disboscare nelle prossimità di una sorgente, come per anni si è fatto senza vergogna, vuol dire condannarla a morte certa. E la cosa più triste è che una sorgente, una volta seccata, non si recupera mai più! A differenza della foresta Amazzonica che essendo un ecosistema “giovane” può ancora recuperare le ferite inferte dall’uomo. Dimenticavo… il Cerrado, a differenza della sempre citata foresta Amazzonica, non ha zone di protezione “speciali”… e quindi l’ingordigia degli uomini si può esprimere quasi senza freni. Ma cosa si può fare? Forse non molto, dato che una bozza di legge per considerare il Cerrado come biosistema fondamentale e importante per la sussistenza degli altri biosistemi brasiliani, e quindi come area da proteggere impedendone almeno in parte il disboscamento… è da ben 15 anni che è ferma, bloccata da alcuni politici (molti?) che hanno legami importanti con chi nel Cerrado ci sta facendo davvero tanti soldi.
    Vi terrò aggiornati su eventuali novità… vi ho scritto tutto questo sempre con l’intento di condividere e di aiutarvi a conoscere meglio questa realtà brasiliana. E perchè forse, come diceva il biblista del corso, Dio non ha ancora concluso per davvero la “creazione del mondo”… ha lasciato all’umanità, con molta fiducia, dare le ultime pennellate…

    Vi abbraccio forte, tutti.
    Il Signore ci benedice.
    Paolo

    Ps: l’alcol per le macchine è aumentato ieri, in un solo giorno, del 10%… c’è poco zucchero nel mondo e in questo momento conviene usare la canna da zucchero per produrre zucchero ed esportarlo; si abbassa produzione di alcol… il prezzo sale.

    Categorie: Lettere Missioni