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  • Goias (Brasile)
    lunedì 7 dicembre 2009

    Carissimi tutti,
    abbiamo avuto il piacere di poter ricevere la visita del nostro vescovo di Parma, “Dom” Enrico (qui Dom vuol dire vescovo). Accompagnato dall’ex direttore della Caritas, Don Andrea Volta, sono riusciti a visitare tutti i missionari (laici e consacrati) che hanno lasciato la diocesi di Parma per trasferirsi in missione qui in Brasile. Una settimana in tutto, pochi giorni ma preziosi per potersi immergere nella realtà brasiliana. Devono essere stati giorni intensissimi. Hanno incontrato nello stato del Mato Grosso la Marianna e il Giampi (genitori del piccolo Ernesto), la Miriam Catellani e Federico Toscani (laici di Noceto, partiti per il Brasile più di 30 anni fa!) e nello stato del Goìas hanno visitato la missione di Don Giuseppe Dall’Asta e la nostra.
    Noi li abbiamo guidati verso l’incontro delle nostre comunità e alla conoscenza di alcuni progetti sociali che portiamo avanti. Significativo l’incontro con tante delle famiglie del progetto di adozione a distanza realizzato in collaborazione con la Caritas Children’s. Sono circa 150 famiglie tra le più carenti dei nostri quartieri. Coi soliti tanti bambini al seguito. Maria, l’assistente sociale brasiliana che lavora con noi, aveva preparato un libro con le lettere dei bimbi per dare il benvenuto al vescovo. Sono lettere che i bambini del progetto hanno scritto, arricchendole con tanti disegni… il momento della consegna è stato emozionante e Dom Enrico ha davvero apprezzato il regalo. Ha addirittura detto: “questo libro lo porto in Italia come vostro ricordo e lo farò vedere anche ai miei genitori!”. Bello e significativo il pranzo col vescovo locale, che parla benissimo anche l’italiano. Il legame tra queste due chiese sorelle, quella di Goiania e quella di Parma, si è ulteriormente rafforzato. Il vescovo è stato umanamente affabile, umile e semplice, attento e curioso. Mi resta un ricordo davvero bello. Speriamo torni presto a trovarci, noi lo aspettiamo!!
    Il ragazzo del carcere minorile che era stato ferito da due pallottole nella schiena (durante la sua fuga per la libertà) è morto. Una settimana di terapia intensiva non gli ha salvato la vita. Il poliziotto dei reparti speciali che gli ha sparato è stato trasferito. In questi casi qui c’è molta tolleranza…
    Un altro ragazzo, Rogerio, mi chiede di pregare per lui perchè sta per uscire e ha paura di continuare nel mondo del crimine. Mi apre le porte ad una chiacchierata… è dentro perchè 6 mesi prima aveva ammazzato un taxista. Mi racconta: “ero entrato nel taxi… l’autista mi ha dato i soldi ma io gli ho sparato lo stesso… non so perchè l’ho fatto, avevo paura ed ero agitato per causa del crack”. Rogerio ha 16 anni, tutta la vita davanti e già un passato pesantissimo sulle spalle.
    In “rua” ho incontrato dopo tanto tempo (credo almeno 6 mesi) Josimar. E’ magrissimo e mi chiede se abito ancora in Jardim das Oliveiras. Vuole che a tutti i costi vada a visitare sua mamma e dirle che è ancora vivo. Da qualche mese non si fa più vivo, non telefona… perso dietro il crack. Mi vuole raccontare un po’ della sua storia… ma si ferma quando arriva agli 11 anni. Con quell’età l’ingresso ufficiale in strada, senza ritorno. Oggi ne ha 19 ma ne dimostra 15. Prova a piangere ma il suo viso, per qualche secondo, solo si accartoccia in una smorfia, gli occhi brillano ma nessuna lacrima. Il pomeriggio stesso, tornando a casa dal centro città, vado a visitare sua mamma. Scopro che abita a 1km da casa nostra! Mi riceve con sospetto, mi fa un sacco di domande prima di aprimi il portone. Atteggiamento insolito in questo brasile semplice e accogliente. La mamma, una donna piccola e chiacchierona, mi chiama subito per nome e mi chiede scusa per la diffidenza. Mi spiega che la polizia sta cercando da qualche mese proprio Josimar. Non sa bene perchè ma sembra che abbia fatto qualcosa contro un poliziotto, le voci che girano sono che abbia rubato a casa di un poliziotto. Sono cose che la polizia “risolve in casa”. La mamma, Marilene, mi chiede se lo incontrerò di nuovo. Le hanno provate tutte ma senza risultati. Il mondo delle droghe è un vortice che strappa i figli dalle madri e dalla vita. Josimar lo incontrerò esattamente una settimana dopo nello stesso posto, Praça do Trabalhador… ma ve ne parlerò nella prossima puntata.
    Vi abbraccio forte, tutti.
    Il Signore ci benedice.
    Paolo

    Categorie: Lettere Missioni