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Ultime Notizie

  • Nouldayna (Camerun)
    martedì 1 dicembre 2009

    Carissimi del gruppo missionario della parrocchia di San Paolo

    Buon Natale e Felice Anno 2010!

    Le Missionarie di Maria – Saveriane di Nouldayna, vi augurano la pace e la gioia di chi accoglie Gesù nella propria vita. E vi diciamo un sentito GRAZIE per aver generosamente sostenuto anche quest’anno la nostra missione. Tanti fratelli e sorelle di questo angolo di Camerun: piccoli, grandi, anziani, malati hanno potuto ascoltare la Parola di Dio e sono stati toccati da gesti concreti di amore cristiano – proprio grazie all’aiuto che voi ci avete fatto giungere. Per questo, Dio benedica voi, le vostre famiglie, comunità parrocchiali e gruppi. Alla fine della nostra vita ritroveremo solo ciò che abbiamo donato.

    Noi stiamo bene. La nostra comunità ha subito qualche cambiamento: Sinea, sorella brasiliana, è temporaneamente a Roma per completare alcuni studi teologici. Sappiamo che sta bene e attendiamo il suo ritorno.
    Intanto ci siamo arricchite della presenza di Guadalupe, sorella messicana, già a Berem-Tchad, ed ora qui con noi. Sta passando per la prova dello studio della lingua masa. Immaculée calamita bimbi, giovani e adulti all’amore di Dio. Segue il pre—catecumenato e la pastorale giovanile e vocazionale. Adriana si occupa della formazione delle Donne cristiane, organizza sessioni di alfabetizzazione e promozione umana di donne e ragazze per lo più. Dà anche una piccola mano alla scuola superiore nascente e cerca di inculcare nei ragazzi l’interesse per la lettura allestendo una biblioteca (e smantellandola ogni volta, per mancanza di strutture) due volte alla settimana. Lina, molti di voi l’avranno forse incontrata in Italia durante il suo recente congedo estivo, opera nel settore della salute e dell’igiene, e segue i malati di sida (AIDS). Se quest’anno la costruzione di una biblioteca diventerà realtà molto si dovrà al suo dinamismo e tenacia (oltre all’aiuto finanziario vostro!).

    Quest’anno la vita della nostra gente è stata movimentata da un evento che non si ripeteva da circa trent’anni, perché interdetto: l’iniziazione tradizionale masa. Si tratta di un insieme di pratiche che nella tradizione mira alla formazione della personalità dei ragazzi. Attraverso le dure prove cui sono sottoposti, essi sviluppano, tra l’altro, virtù come il coraggio, l’obbedienza, la perseveranza, l’orgoglio per la propria identità culturale. La partecipazione all’iniziativa è stata massiccia: anche Masa del Tchad vi hanno preso parte. E qualche nostro battezzato purtroppo! Ma i motivi che avevano indotto il Governo a proibire questa pratica: svuotamento di classi nel bel mezzo dell’anno scolastico, abusi fisici e intimidazioni, ecc. , si sono verificati ancora, producendo divisioni e contrapposizioni d’idee in proposito tra la popolazione e una sfida alla vita delle nostre giovani comunità cristiane.

    Questo ha indotto il Vescovo a delinare con chiarezza, in una lettera pastorale, la posizione della chiesa davanti a questo evento culturale:

    “non è possibile essere cristiani e partecipare alla iniziazione tradizionale così come si pratica attualmente. Questa inizia con dei sacrifici agli dei (Mannuhuli, Makalai, Mazoumri, ecc.) ai quali ci si affida. Il sacrificio di animali a questi spiriti vorrebbe affermare che la vita viene da queste divinità. Con il sangue degli animali si mette anche la propria vita sotto la protezione delle divinità che ricevono l’offerta. Questo costituisce un tradimento e un rinnegamento della nostra fede…”

    Noi speriamo che questo messaggio sia recepito dai nostri cristiani e che lo Spirito di Gesù arrivi a penetrare e a vivificare la cultura masa.

    Quanto poi alle piogge, che ci danno di chi vivere: quest’anno non si è prodotta l’inondazione per lo straripamento del fiume Logone. Qui nella nostra zona si è avuta pioggia più abbondante dell’anno scorso, ma irregolare e a lunghi intervalli. E per di più in ritardo. Il raccolto, grazie a Dio, ci sarà sì, ma non sarà un gran che. Assistiamo comunque con gioia ad una certa diversificazione, tentativi di coltura: meno cotone, più riso, più mais, più fagioli, patate dolci, cipolle. Con i mutamenti climatici in corso è davvero rischioso per questa gente dipendere quasi unicamente dal miglio.

    Eccovi, Carissimi, messi un più dentro la nostra realtà attraverso queste piccole comunicazioni. BUON NATALE ancora, nello Spirito di Gesù che ci fa famiglia – anche se non ci conosciamo personalmente e anche se lontani fisicamente.

    In Lui noi siamo uno.

    Guadalupe, Adriana, Lina C. , Immaculée

    Categorie: Lettere Missioni