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  • Brasile
    sabato 28 marzo 2009

    Carissime/i,

    il cammino quaresimale si fa via via piú intenso (celebrazioni, confessioni).
    E siccome mancano solo due settimane, vi auguro fin da ora una Buona e Santa Pasqua.

    Il 10 e 11 di questo mese sono stato in pellegrinaggio al santuario nazionale di Aparecida do Norte, a circa 150 km da San Paolo.
    Io, che non vado matto per i santuari, sono rimasto colpito dalla bellezza, dalla solennitá, dalla semplicitá, dall’arte,
    dall’intelligenza, dall’enormitá di questa basilica, nata poco distante dal fiume dove nel 1717 é stata miracolosamente
    pescata una piccola immagine di Maria, rotta in due pezzi (é stata prima pescata la testa e poi il corpo),
    e subito dopo i pescatori hanno fatto una pesca abbondante (fino a quel momento non avevano pescato niente).
    Maria Aparecida (apparsa miracolosamente) é la patrona del Brasile e questo santuario é meta di innumerevoli pellegrinaggi.
    Io sono andato con un gruppo di 25 per celebrare i 200 anni di nascita di Santa Paola Frassinetti, nata a Genova a metá ‘700,
    fondatrice delle suore dorotee, ben presenti in Brasile (irmã Sonia é dorotea, e vive e lavora in una comunitá della mia
    parrocchia).

    La nostra Fátima, la signora che lavora in casa con noi, ha avuto la dengue e non é stata bene per 4-5 giorni.
    Il mosquito (zanzara tigre) infetto ha risparmiato (per il momento) me e Paolo.
    La sera in cui Fátima si é ammalata ne ho spiaccicato uno piena di sangue contro il muro: spero di aver fatto vendetta
    (che non é un sentimento cristiano, ma in questo caso…).

    Viene una giovane donna a chiedermi di andare a benedire la salma del padre, Agnaldo, morto a 74 anni.
    “Quanti figli ha avuto?” – domando. “Sedici”. “Da quante mogli?”. “Non so” – mi risponde.
    Mi racconta che negli ultimi 4 anni era sparito dalla circolazione con l’ultima moglie,
    e che ha passato gli ultimi 6 mesi malato e gli ultimi giorni ricoverato. ù
    Durante il ricovero, ha fatto chiamare i figli, ha chiesto perdono, e poi é morto.
    Sará andato dritto in paradiso, come il buon ladrone?

    Ieri abbiamo accompagnato Rosineide e la piccola Yasmin di 13 mesi a un centro di recupero chiamato Metamorfóse.
    É magrissima, stava fumando crak tutti i giorni (sta ancora allattando…).
    Un nuovo tentativo per la nostra Rosineide, che seguiamo da quasi 4 anni.

    Naturalmente abbiamo saputo della morte del Vescovo Silvio Cesare Bonicelli. D’accordo con don Giuseppe Dall’Asta e Paolo,
    ho scritto un breve saluto che qui ricopio.

    “Ci uniamo al rendimento di grazie, al dolore e alla preghiera della nostra Chiesa di Parma per
    la morte del Vescovo Bonicelli,
    ricordando con gratitudine il suo spirito missionario, che lo spinse giá nel 1998 a
    visitare i missionari di Parma in Brasile e le suore Piccole Figlie in Cile, e successivamente a sostenere e
    incoraggiare la partenza come “fidei donum” di don Corrado Vitali e Paolo Finardi.
    Pensava a una diocesi impegnata nella cooperazione tra le Chiese non solo in Brasile, ma anche in altri paesi e continenti.
    Sappiamo che fin da quando era parroco a Bergamo e poi come Vescovo di San Severo fece vari viaggi missionari e
    promosse la cooperazione missionaria tra le Chiese.
    Varie comunitá ricordano ancora Dom César (cosí era chiamato qui in Brasile), riconoscenti per l’aiuto concreto e
    generoso da lui ricevuto.
    Il suo esempio continui a essere di stimolo alla nostra Chiesa.
    Vai com Deus, Dom César! E muito obrigado!”.

    Feliz Páscoa! Um forte abraço.

    Corrado

    Categorie: Lettere Missioni