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  • Goias (Brasile)
    venerdì 27 marzo 2009

    Carissimi tutti,
    ho riletto alcune delle ultime lettere e mi sono reso conto che vi sto parlando molto poco delle nostre famiglie. Le chiamo “nostre”, forse scomodando qualcuno, perchè sono le famiglie in cui ci sono i bimbi in adozione a distanza con la CARITAS CHILDREN di Parma. In realtà è proprio questo il progetto che occupa di più il mio tempo. Contabilità sempre da aggiornare, organizzare incontri di riflessione approfittando della consegna delle ceste basica (una volta al mese, 5 gruppi), visite di casa in casa, e sempre qualcuno che bussa alla porta per l’emergenza del giorno. E dato che i brasiliani hanno molta fantasia, a volte sono emergenze “inpensabili”. Don Corrado è il responsabile del progetto. A lui spetta la prima visita alla famiglia (qualche volta indicata da un vicino di casa!) e la decisione, dopo una valutazione fatta con la Maria, se fare la scheda per l’adozione che sarà mandata in Italia. A questo punto è solo sperare che qualcuno di voi si presenti in Caritas (piazza Duomo) per scegliere di accompagnare proprio quel bimbo/a. Don Corrado da una supervisione su tutto il progetto, oltre che tenere le relazioni con l’Italia.

    Chiaro che l’adozione è a nome del bimbo ma poi, in realtà, accompagniamo tutta la famiglia. Come si potrebbe fare altrimenti? I bimbi non sono isole avulse dal contesto famigliare, e molte volte appoggiare mamma e papà (troppe volte un patrigno) vuol dire dare, di riflesso, un po’ di serenità in più ai bimbi. Che in ogni caso restano la nostra priorità.

    Maria è una figura chiave in tutto il progetto. E’ una assistente sociale brasiliana che ha trovato in questo lavoro uno stile proprio, con motivazioni e strategie condivise. Spesso la sento criticare l’approccio degli assistenti sociali che lavorano per il comune, troppo legati dalla burocrazia e sempre strizzando l’occhio ai politici. E’ molto contenta di lavorare con noi, il nostro progetto le permette di essere al lato delle famiglie più problematiche con uno stile cristiano. Visita le famiglie a piedi (non sa andare in bicicletta!!), molte volte sotto il sole cocente, e ha un approccio dolce e fermo. Essendo brasiliana conosce molto bene schemi mentali, dinamiche famigliari e astuzie di chi è abituato a chiedere aiuto. Per me è una maestra, mi piace molto andare a visitare le famiglie insieme a lei, imparo sempre qualcosa. Purtroppo, dato il numero delle famiglie e la nostra scelta di visitarle il più possibile (per creare un legame di fiducia e per accompagnare situazioni che spesso evolvono alla velocità della luce), spesso mi trovo da solo. Per me la cosa ha ancora il gusto della sfida con me stesso. Sarò all’altezza di aiutare a trovare soluzioni condivise, a dare consigli adeguati? In alcuni casi semplicemente ascoltare… Il confronto con Don Corrado e la Maria è costante. Necessario per decidere di volta in volta come comportarci, in modo unitario, davanti a determinate situazioni.

    Alcune famiglie le stiamo accompagnando da diverso tempo (la Jennifer, ragazzina in seggiola a rotelle, investita da una macchina, è la scheda numero 1… la prima entrata nel progetto in data aprile 2007), altre sono tanto recenti che non le conosco ancora! In tutto sono circa 150, distribuite nei vari quartieri in cui operiamo. Il più lontano è un complesso residenziale costruito dall’amministrazione municipale a 15 minuti di moto da casa. Nova Morada è il nome popolare di questo quartiere composto da più 800 famiglie (di solito con tanti bimbi) sistemate in casette di 45 mq, tutte tremendamente uguali. Un quartiere nato come risposta all’emergenza abitazionale di tanti nuclei famigliari che vivevano in case davvero precarie o fatiscenti. Situazioni scelte dagli assistenti sociali comunali anni fa secondo rigidi criteri (ma sono diverse le famiglie che si sono riuscite ad “imbucare”, guadagnando la casa, grazie ad amicizie politiche!). Oggi il quartiere, in poco più di 3 anni, si è sviluppato piuttosto bene, con parchi giochi per bimbi, scuole, asili, ambulatori medici, supermercati, autobus, piazzette… nulla da lamentarsi. E’ socialmente interessante constatare come ogni famiglia, secondo le possibilità di ognuna, cerca di differenziarsi dalle altre. Le case erano state consegnate uguali per tutti. Oggi ci sono portoni colorati, piantine e giardinetti davanti casa, ampliamenti, tettoie, stanze aggiuntive… fantasia nelle personalizzazioni.

    Ecco che qualche giorno fa, visitando alcune famiglie in Nova Morada, con Maria come passeggero, buco la ruota della moto. 2,30 di pomeriggio, sole estivo. Sudore da tutte le parti. Lascio la mia collega in una famiglia e cerco un meccanico per riparare la moto. Una cosa che non manca nei nostri quartieri di periferia sono le chiese evangeliche, i bar, le farmacie, i barbieri e… i gommisti. Bene, fortuna vuole che in tutta Nova Morada non esista un gommista!! Ho dovuto spingere la moto per più di 20 minuti e finalmente trovo un garage lungo la strada con copertoni e camere d’aria da tutte le parti. Due chiacchiere col gommista e la moto è pronta a ripartire. Oggi la mia camera d’aria ha 6 pezze!! Al momento di salutare il gommista più amato della mia vita, arriva un motociclista. Si toglie il casco e qualcosa cade per terra. Si mette un dito in bocca, tira dei brutti nomi alla dentista, raccoglie il dente da terra e se lo rimette in bocca. Il tutto con rabbia, sbuffando, ma come se fosse la cosa più normale del mondo. Fortuna che il casco che mi ero appena messo ha nascosto le mie risa. In questo Brasile succede di tutto!!

    Cominciavo questa lettera dicendo “le nostre famiglie”… spero che sempre più spesso le si possa pensare come famiglie che il Signore ci e vi sta affidando. In realtà, in tutto questo, ci siete anche voi dentro, che vi piaccia o no!!

    Grazie per la generosità di tutti quelli che si stanno impegnando coi più poveri.
    Aquele abraço.
    Paolo

    Categorie: Lettere Missioni