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  • Goias (Brasile)
    lunedì 26 maggio 2008

    Un abbraccio di pace a tutti.

    Stasera sono da solo (come sapete Don Corrado é in Italia fino al 6 giugno) e per cena mi sono fatto un frullato di abacaci… buonissimo anche se sembra che sia una frutta molto grassa. L’assenza di Corrado si fa sentire anche se credo di cavarmela bene. Come al solito sono successe cose belle e altre che fanno
    rabbia. Oggi sono in fase positiva e voglio condividere episodi belli. Nella prossima, per un sano principio di realtà, dovrò condividere qualche sofferenza
    che questa gente non fa mai mancare!!
    La notizia più bella é che finalmente venerdì opereranno la nostra piccola Jhully, ragazzina che abita nella nostra piccola fevela di quartiere, bico do
    pato
    (becco d’anatra). Le toglieranno le 8 viti e relativa placca metallica che le avevano messo nel femore 2 anni fa per ricomporre una brutta frattura
    del femore. Il problema é che da mesi le si sono aperti tre buchi, in corrispondenza delle teste delle viti, che hanno fatto infezione. E non si
    trovano antibiotici che la riescano ad aiutare, neanche la cefadroxila. Ogni tanto le viene un febbrone… ma tutto passato, venerdì la operano. Farò di
    tutto per andarla a trovare anche perché solo ultimamente ha lasciato la timidezza da parte.
    L’atra notizia bella é che abbiamo sfondato quota 100 con le adozioni a distanza!! Quanti volti, quanti bimbi, quante situazioni complicate che il Signore ci ha affidato! Io e la Maria (assistente sociale della comunità) facciamo del nostro meglio per accompagnarle tutte al meglio delle nostre possibilità. É un lavoro difficile, che ha bisogno di ascolto e sensibilità, di comprensione e anche fermezza. É estremamente affascinante e
    ogni tanto si colgono bei frutti, mamme che imparano a responsabilizzarsi un
    po’ di più, ragazzini che si impegnano a scuola per poi poter mostrare
    orgogliosi i bei voti, ecc…
    Altra cosa bella (ve lo scrivo adesso ma é fatto già di settimane fa) é che sono diventato padrino di battesimo della Andreia, una adolescente “selvaggia” che si é legata molto a noi, forse anche per la quasi totale assenza di figure di riferimento. La sfida per me é di trovare un canale che lei possa ascoltare per aiutarla a farla crescere. Ci aspetta una bella camminata!! Domani se ritaglio un po’ di tempo vado a trovarla.
    Altra cosa bella (quante!!) é che la Geoani, ragazza ribelle della Talitha Kum, continuerà a restare ospite della struttura. Settimane fa aveva aggredito una
    professoressa, che la aveva denunciata… s’é fatta un pomeriggio in questura, poi é passato tutto per il tribunale. La sentenza é stata molto leggera… e
    nessuno le toglierà il piccolo Pietro dalle braccia. Quarta feira (mercoledì) passata sono stato alla ricerca dei menino de rua.
    Ero da solo perché irmá Ana non é riuscita a smarcare un impegno. Non li ho trovati nei ritrovi tipici più vicini e così mi sono spinto con la mia motina
    fino al lago das rosas. Lí c’erano Faisca (= scintilla) un ragazzo evangelico buono come il pane (ho molti elementi per crederlo davvero!) e Sujerinha (=
    sporcizietta). Stavano preparando un mingaõ, che non é altro che una pappetta bianca e dolce a base di latte amata dai bambini. Una vecchia latta di vernice
    era la pentola, un bastoncino storto il mestolo, qualche legnetto per tenere il fuoco acceso “al minimo” tra due mattoni, per non farlo attaccare sul fondo,
    come mi spiega Faisca. Ma che fumo!! Comunque se la sono cavata davvero bene e Faisca ha dimostrato di poter lavorare come cuoco. C’abbiamo riso un pò su!!
    Quasi a cottura ultimata é arrivato Cabeçinha – testolina e con lui altri 2 ragazzi che ancora non conosco. Tolta la latta dal fuoco ognuno si é armato di
    qualcosa per sperimentare la pappetta. Hanno usato di tutto, da pezzi di mattone, a schede de telefono, a pezzi di bottiglia… Una scena da un lato
    comica ma dall’altro profondamente drammatica. Come ci si può ridurre in queste condizioni? La domanda resta aperta… E la generosità di Faisca ha superato le
    mie aspettative. Ha sgridato sujerinha perché voleva fare il bis “dimenticandosi” degli altri ragazzi che stavano facendo il bagno nel laghetto
    li vicino. Io ho valorizzato questo suo gesto dicendogli che ha davvero un cuore grande. La risposta? “Di grande c’é solo Dio che é qui in mezzo a noi”.

    Vi abbraccio di nuovo e che il Vangelo possa illuminare le nostre scelte.

    Con affetto
    Paolo

    Categorie: Lettere Missioni