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  • Thailandia
    domenica 28 ottobre 2012

    Eccoci alla Giornata Missionaria 2012, e non voglio lasciarla passare senza farmi viva e dare notizie
    dalla missione. Il pensiero che mi sta tornando in mente spesso e’ il titolo del libro che sto leggendo
    in questo periodo: “Amare e’ un cammino”, perche’ mi sembra che descriva bene quello che sto
    vivendo personalmente e missionariamente.

    Si e’ in cammino nell’amare chi ci e’ vicino, sia esso un membro della nostra famiglia o il popolo a cui
    siamo inviate, e nell’amare noi stessi, con il bagaglio di pesi e gioie che ci portiamo dietro. Il rischio, a
    volte, e’ di credere di saperlo fare o di farlo, senza osare di piu’.

    Il 18 settembre scorso e’ morta Mee Phloi, una signora thai di 57 anni, affetta da un’ emiparesi.
    Viveva con un figlio, ma in condizioni igieniche di quasi abbandono… Ogni tentativo di risolvere
    la sua situazione falliva, tanto in ambito familiare, quanto attraverso il centro sanitario della zona
    o il sindaco… e, mentre si cercavano nuove strade per “risolvere” il problema, lei e’ deceduta. Al
    funerale tanta partecipazione, in vita nessuno. E inizialmente sono nati in me giudizi… ma ho capito
    che amare e’ un cammino, anch’io infatti avrei potuto fare di piu’ per lei, così come i suoi familiari
    pensavano certamente di aver fatto abbastanza…

    Si ama tanto quanto si capisce cosa sia l’amore. E allora mi viene da dire di non accontentarci: Dio e’
    amore infinito, quindi ne abbiamo di cammino da fare.

    Questo non toglie la gioia di vedere dei piccoli segni di progresso, di nuove forme di amore
    che nascono e che riempiono il cuore. In questo periodo ci sono stati 9 ragazzi del centro della
    parrocchia di 13-14 anni, di cui 2 soli cattolici, che con passione volontariamente hanno fatto parte
    del gruppo della Misericordia… un gruppo che, al sabato pomeriggio, fa un piccolo servizio di visita
    ai malati e poveri della nostra zona. Ho notato con soddisfazione che hanno gustato il servizio, o
    meglio hanno provato quanto e’ bello dare del tempo agli altri, vincere la propria resistenza davanti
    a dei malati gravi, che non comunicano facilmente o che hanno deformazioni, oppure passare 2
    ore insieme a degli anziani senza figli e preparare con loro e per loro una buona cenetta… Ed io ho
    riscoperto attraverso loro la sete dei giovani di esperienze vere, fatte di incontri, di condivisioni di
    vita.

    Un altro stralcio missionario di questo periodo e’ la conoscenza di Ging, una giovane donna di 32
    anni, paralizzata alle gambe a causa di un incidente avuto all’eta’ di 15 anni. Incontrata per caso
    all’ospedale, l’ho contattata per telefono per chiedere di andare a trovarla, ma la sua reazione
    nel sapere che ero una religiosa cattolica e’ stata di freddezza, e di dichiarazione esplicita di non
    interesse a Gesu’ Cristo. Questo mi ha meravigliato non poco, sia perche’ in genere non e’ nostro
    stile predicare o annunciare il Vangelo se dall’altra parte non c’e’ un interesse, sia perche’ in genere i
    thai non dicono in modo cosi’ forte una propria avversione. Scopro poi che aveva avuto un approccio
    invadente da parte di una sorta di setta e cosi’, giustamente, manifestava il suo disinteresse.
    Questo mi ha fatto pensare ai nostri metodi missionari, come anche al rischio, anche nelle nostre
    societa’ cristiane e scristianizzate, di passare oltre l’umano, cioè di dare per scontato quelle che
    sono le semplici ma importanti relazioni umane. Cosi’ , Ging mi ha fatto riscoprire il significato della
    vicinanza fine a se stessa, non come mezzo di evangelizzazione… io ti sono vicina perche’ tu sei
    importante per me, e mi interessa davvero la tua salute, il tuo benessere, la tua vita. Poi magari nel
    segreto della mia stanza chiedo al Signore la grazia che possa conoscerLo ed avere la pienezza della
    gioia.

    Non smettero’ di gridare, dal mio osservatorio buddista (thai), ma lo direi ovunque fossi, che essere
    cristiani e non esserlo NON e’ la stessa cosa, e che abbiamo la grazia di essere cristiani.

    Concludo con uno stralcio dal messaggio del papa per questa giornata, ringraziandovi per le
    preghiere e il sostegno alla missione :

    “La fede in Dio, in questo disegno di amore realizzato in Cristo, è anzitutto un dono e un mistero
    da accogliere nel cuore e nella vita e di cui ringraziare sempre il Signore. Ma la fede è un dono che
    ci è dato perché sia condiviso; è un talento ricevuto perché porti frutto; è una luce che non deve
    rimanere nascosta, ma illuminare tutta la casa. E’ il dono più importante che ci è stato fatto nella
    nostra esistenza e che non possiamo tenere per noi stessi”.

    Buona Giornata Missionaria!!

    Valentina, mmx

    Ging

    Categorie: Lettere Missioni