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  • Senador Canedo (Brasile)
    mercoledì 28 settembre 2011

    Carissimi,
    ormai le ferie sono finite più o meno per tutti e quindi non mi resta che augurarvi un buon ricomincio lavorativo, sperando che un poco di meritato relax abbia unito famiglie e divertito i più piccoli!
    Qui l’ ondata piacevolissima dei tanti italiani in transito si è smorzata e resta qui con noi, per circa un anno, l’ Elena Maradini… ci sta aiutando nei progetti del doposcuola: tutti le riconoscono una marcia in più coi bambini. Spariamo riesca a tener duro, perché i bimbi brasiliani sono belli tosti!!
    Purtroppo le ultime tre settimane sono state caratterizzate da una ondata di violenza inusuale. Vi dicevo in un’ altra lettera che dall’ arrivo del crack, ormai 3 anni fa, la violenza nei nostri quartieri è aumentata molto. Facile sentire mamme dicendo: “dopo le 9 di sera non lascio i miei figli uscire di casa”. E’ ormai sempre più palpabile uno strisciante senso di insicurezza e preoccupazione. Tre settimane fa un gruppo di ragazzi, su una macchina, si sono affiancati ad un bar ed hanno aperto il fuoco. Di tante pallottole sparate sembra sia morto solo un ragazzo, forse l’obiettivo dei killers. Quasi un miracolo dato che il bar era pieno di gente. Non si è capito (qui le informazioni che si raccolgono sono sempre ingigantite, effetto palla di neve) se sia stato un atto dimostrativo e intimidatorio o se era proprio per uccidere quel ragazzo. Pochi giorni dopo viene ucciso un ragazzo di 16 anni, che abita qui vicino e che era il moroso della Bruna, una ragazzina di 15 anni con già un figlio frutto di una precedente relazione. Sembra che il papà del bambino, Jefferson, abbia mandato un sicario per eliminare il concorrente. Omicidio passionale a sangue freddo. Alcuni giorni dopo viene ucciso un ragazzo che non conosciamo, sempre qui vicino, forse una vendetta contro i pistoleiros del bar. Sembrano due episodi legati al mondo della droga, probabilmente regolamenti di conti. L’ apice di questa violenza si raggiunge due settimane fa. Un gruppo di ragazzi armati a bordo di un 4×4 fanno irruzione in una casa dove vivevano piccoli trafficanti, nel quartiere Jardim Liberdade. Uno è ucciso a sangue freddo, un l’ altro ferito riesce a scappare (non si hanno più notizie dopo il ricovero al pronto soccorso), un altro ancora viene legato ed ucciso a coltellate. Qualcuno riesce a chiamare la polizia. Vado sul posto perché sembra dai primi racconti che un ragazzo ucciso sia un fratello di Jorge e della Mirelly, famiglia che conosciamo bene perché da anni è nel progetto di Adozione a Distanza. Quando arrivo la strada è già piena di curiosi, vicini, parenti delle vittime… più di 80 persone bloccano la strada chiedendosi cosa sia successo. A più di un’ora dalle esecuzioni, all’improvviso, un fuggi fuggi generale… uno degli assassini era stato lasciato indietro dalla 4×4 e si era nascosto nel fondo della casa, forse sul tetto. Un poliziotto (chiamato “Testa di ferro”) l’ha scoperto, rincorso e preso prima che il popolo lo linciasse. Probabilmente la polizia lo convincerà, con le buone o le brutte maniere, a consegnare i compagni. Il giorno dopo, infatti, un’ altro ragazzo che ha partecipato agli omicidi è preso. Il racconto infelicemente non finisce però qui. Verso sera scopro che la 4×4 prima di sparire è andata a casa della Rosangela per ucciderla. Rosangela è una ragazza che conosciamo molto bene e che tanti italiani che sono passati di qui hanno incontrato… ha due piccoli e abitava sul cocuzzolo della montagnola in una baracca di cartone e eternit. Hanno pensato che fosse sorella di una delle vittime. Ovviamente Rosangela non ha avuto il tempo di spiegarsi ma solo di scappare. L’ arma s’è inceppata e così hanno provato ad accoltellarla… lei è scappata e per fortuna non sono riusciti a raggiungerla. Solo, grazie a Dio, un piccolo taglio in pancia. E ovvio, fiumi di paura. Tutta la sua famiglia (zia, cugini, fratelli, ecc.) hanno passato la notte in un locale segreto e il giorno dopo si sono trasferiti ad Aparecida, altra città satellite dell’ interland di Goiania. Siamo in contatto via telefono… sta meglio ma non vuole tornare. Chi ha cercato di ucciderla, prima di fuggire, ha gridato che avrebbe sterminato la famiglia.
    Sembra che tutta questa brutta storia non sia ancora finita… il marito della Priscilla (altra famiglia del progetto di AD a cui vogliamo molto bene) è fratello di una delle vittime e sta programmando, con gli altri fratelli, una vendetta contro quelli che la polizia non è riuscita a prendere. La Priscilla, così come la Rosangela, si è nascosta insieme ai bambini. Non ha avuto scelta e sta con sorella e mamma in un piccolissimo agglomerato in mezzo alle campagne senza energia elettrica. Suo marito non ha ancora scelto se vendicare il fratello o difendere moglie e figli. Siamo davanti ad un brutto giro di vendette che si sta trasformando sempre più in una faida tra famiglie.
    Preghiamo insieme lo Spirito Santo affinché possa illuminare le scelte di questi ragazzi portandoli sul cammino della pace.
    Vi abbraccio fortissimo
    Paolo
    Ps: credo che alla luce di quello che sta succedendo sia ormai doveroso pensare a “cammini di pace” da proporre ai vari gruppi di ragazzi dei progetti doposcuola… se qualcuno avesse esperienza sull’ argomento ci aiuti !!
    Ps: per tutto il mese di ottobre sarò a Parma insieme alla mia sposa. Sicuramente non riusciremo ad incontrare tutti e già mi scuso per questo!

    Categorie: Lettere Missioni