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  • Worcester (USA)
    domenica 6 marzo 2011

    Carissimi don Francesco e Comunità di S. Paolo,

    Come stai? Ti penso bene e così tutta la Comunità.
    Ho ricevuto i vostri auguri di Natale, e con le vostre firme ho visto anche i vostri volti. Grazie
    per il ricordo e la preghiera che contraccambio di cuore.

    Sono un po’ in ritardo nel rispondere..! Ora approfitto di una sorella di passaggio per
    mandarvi qualche notizia e per anticipare gli auguri pasquali.
    Io sto bene e tra poco più di un mese compio un anno della mia presenza in USA. Non mi
    sento ancora del tutto ben definita, piuttosto sono come una vetrina in allestimento con qualche
    pezzo ancora da sistemare. Per esempio, non ho ancora definito il lavoro di volontariato e sono
    in attesa di una risposta da una parrocchia per un programma di visite alle famiglie e ai poveri.
    Vorrei anche continuare a frequentare qualche corso serale d’Inglese per non perdere quanto ho
    guadagnato. Ma è come quando si costruiscono le case dove non può venire il pittore se prima
    non è venuto l’idraulico. Così i tempi si allungano ed insieme anche la pazienza!

    Quest’inverno abbiamo avuto tanta neve che mi ha dato un po’ di lavoro per spalare. E non
    è ancora finito..! Anche voi l’avete vista alla televisione.
    Comunque nello Stato del Massachusetts, dove siamo noi, non ci sono stati danni
    gravissimi, ma sotto il peso della neve e del ghiaccio sono crollati circa 100 tetti di capannoni
    e di case. Vi mando qualche foto della neve della nostra casa di Worcester. In questi giorni ne
    aspettiamo ancora, ma non in grande quantità. Speriamo! I budget delle città sono andati tutti in
    rosso per tenere le strade pulite.

    Come in tutto il mondo, come in Italia, anche qui la realtà non è tanto florida. Tutte le sere
    alla TV parlano di conti da far quadrare, ma nessuno sa come fare perché manca la materia
    prima: i dollari..! L’unica risoluzione che sembra rimanere è quella di “tagliare”. Ma cosa? I
    programmi sociali in aiuto alle famiglie e alle persone povere e disagiate: salute, scuola , stipendi ,
    lavoro. Qui non c’è uno Stato sociale e neppure una mentalità assistenzialistica e non c’è niente di
    gratuito. E’ su questo sfondo che fiorisce il volontariato con tutte le varie iniziative. Non tanto come
    fatto caritativo, ma come senso del bene comune e della solidarietà che unisce le persone fra loro
    in una reciproca solidarietà. C’è un linguaggio comune per definire il paese o la città “Comunità” .
    Il Sindaco non parla di “gente” o di “paese”, ma di Comunità e chi promuove attività lo fa per
    la “Comunità”. Tutti in un certo modo, dai piccoli ai grandi, si sentono responsabili della comunità.
    Questo non solo a sostegno dei poveri, ma anche a livello culturale, per musei, programmi di
    ricerca.

    Vi racconto questo fatto simpatico. Un paio d’anni fa una ragazzina di circa 10 anni ha
    avuto un male indescrivibile ad un ginocchio. Doveva stare a letto e solo la lettura riusciva a
    distrarla un po’. Quando è guarita si è trovata con tanti libri. Così ha pensato di organizzare gruppi
    di bambini per aiutarli a leggere e per farli divertire. Ora da tutti gli Stati degli USA riceve circa
    60.000 libri che lei diffonde ai bambini che desiderano leggere ma non possono averne. Ce ne
    sono tante d queste iniziative ed è positivo che vengano fatte conoscere dalla Televisione. Tante
    volte alla fine dei Telegiornali della sera ci sono i programmi: “The person of the week” o “Make a
    difference” dove raccontano questi episodi di bene comune.
    In questa “America” dove tutto sembra grande ed appariscente, mi piace far emergere
    queste realtà che dicono che anche qui “il Regno di Dio è giunto in mezzo a noi”.

    Ora vi lascio e vi dico arrivederci alla prossima puntata.

    Intanto si avvicina il tempo quaresimale. Vi ricordo e vi affido al Signore perché questo
    cammino fatto di preghiera e di penitenza sia illuminato dal Mistero Pasquale di Gesù. E’ in questo
    mistero di dolore e di amore che possiamo vedere anche la nostra vita e scoprire che in essa
    opera la potenza di Dio e la rende segno della sua salvezza.
    “Non è qui è Risorto. Presto andate a dirlo…”
    Che questa Pasqua faccia risuonare in noi l’anelito del cuore di tutti i nostri fratelli e sorelle
    in attesa di questo annuncio di luce, di speranza e di pace.

    Carissimi auguri di Buona Pasqua a ciascuno di voi e a tutti i vostri cari.

    Un caro saluto
    Laura Canali

    Categorie: Lettere Missioni