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  • Goias (Brasile)
    martedì 15 febbraio 2011

    Carissimi tutti,
    sono stato davvero latitante in queste ultime settimane. Ma rieccomi qui con
    una nuova lettera dalla terra di missione. Sono passate varie settimane e devo
    dire che stiamo vivendo qui un periodo piuttosto intenso. Sembra che la
    stagione delle piogge (i brasiliani non si ricordano un anno con tanta
    pioggia!!) stia dando una tregua, anche se lontana dal concludersi. Sono state
    settimane in cui la pioggia inevitabilmente (soprattutto per chi come me si
    sposta in moto) condiziona i tempi lavorativi, rendendo le visite alle famiglie
    difficili. Si approfitta per lavorare un po´ di piú al pc!

    Ci rendiamo conto come la conoscenza della nostra realtá si stia
    approfondendo. Capita sempre piú spesso che conoscendo nuove famiglie che
    chiedono aiuto si scoprano legami di parentela con altre famiglie giá da tempo
    accompagnate e ben conosciute. Ed é molto interessante perché ci permette di
    ricostruire situazioni e storie famigliari a volte ben complesse. Col progetto
    di Adozione a Distanza della Caritas Children´s accompagniamo quasi 200
    famiglie, e non é poco. Uno strumento stupendo per leggere e cercare di capire
    la nostra realtá.

    Vengo fuori da una settimana molto bella. Bella e impegnativa. Mi sono
    dedicato quasi a tempo pieno ad una famiglia del progetto di AD, con un
    obiettivo chiaro e preciso, che abbiamo raggiunto. Da troppo tempo non stavano
    ricevendo la bolsa familia (un aiuto mensile del governo per le famiglie piú
    carenti, al patto che i bimbi e bimbe studino e abbiano le vaccinazioni in
    regola). Mancavano quasi tutti i documenti personali per poter fare
    l´iscrizione. La Sandra da sola non é stata capace, credo per mancanza di
    determinazione e svogliatezza (!!!), di fare questi documenti. Nonostante le
    avessimo giá tentate tutte per spingerla a fare il necessario. Perdendo ogni
    mese circa 70 euro. Cosa incredibile da credere per la situazione di estrema
    povertá della famiglia. Quindi me la sono messa “sotto braccio”,
    accompagnandola fisicamente nei vari uffici. Molti italiani passati di qua
    hanno conosciuto questa famiglia! Vi sto scrivendo della Yasmin, della Iara, di
    José e Joao (non considero piú il figlio piú grande, adolescente, che sembra
    stia diventando menino de rua in Goiania… Maikon). La Sandra, loro mamma, é
    un personaggio davvero complesso. Un misto tra menina de rua un po´ troppo
    cresciuta e una mamma con qualche rotella di troppo in testa… Elber é suo
    marito, papá di tutti i bambini/e… ricaduto (forse non ne é mai uscito) nelle
    droghe. Fa lavoretti saltuari. Ogni tanto se ne va a San Paolo o Brasilia,
    tornando con qualche soldo in tasca. Cosa faccia cosí lontano resta un mistero.
    L´ultima volta é ritornato con una ferita da pallottola… forse é un
    “trasfertista”. Non sappiamo e non lo sapremo mai. La Sandra é magrissima, ma
    giá 4 anni fa l´avevamo conosciuta cosí. Personalmente credo che usi droghe, ma
    probabilmente riesce ancora a controllarsi. Ha tutte le caratteristiche
    comportamentali di una menina de rua ma non ha mai vissuto in strada. Anzi…
    ho avuto la fortuna di incontrare una signora, agente di salute, che la conosce
    da tempo. Mi ha fatto un ritratto di una famiglia strutturata ed equilibrata
    caduta in disgrazia. Abitavano in centro cittá, Goiania. Avevano una moto,
    condizione di vita dignitosa. Poi hanno dovuto lasciare la cittá e trasferirsi
    in uno dei nostri quartieri di periferia. Elber é caduto nelle droghe, nella
    marginalitá… fino alla situazione attuale. Anni fa Don Corrado, con offerte
    italiane, aveva aiutato la famiglia a costruire una stanza in piú. Abitavano in
    una baracca. Oggi é una casina di due stanze, sala-cucina e una camera da letto
    dove stanno tutti insieme. La settimana passata hanno tagliato acqua e luce per
    non aver pagato le bollette. Qui la scuola é ricominciata, sono finite le
    vacanze. Ma la Yasmin, la bimba piú grande che studia al mattino (qui ci sono
    tre turni> mattino, pomeriggio e sera), ha giá fatto un sacco di assenze. Non
    hanno la sveglia in casa e quindi tutti restano a dormire. E poi forse alla
    mamma fa comodo averla in casa perché é lei , nonostante sia ancora una bimba,
    che fa da mangiare, riordina la casa e lava qualche vestito con l´acqua che un
    vicino impresta. Daremo una sveglietta.

    Mi rendo conto, rileggendo, che non sono riuscito a trasmettere il disagio
    sociale di questa famiglia. E la preoccupazione che sento pensando alle bambine
    e bambini. Vedremo tra qualche anno, nell´adolescenza, quali saranno i frutti
    di tutte le cicatrici che si stanno accumulando in questa casa. Tenete a mente
    questa famiglia perché ritorneró a parlarne.

    Purtroppo vorrei farvi partecipi di un episodio che mi ha turbato non poco. Mi
    rendo conto che ancora una volta la mia lettera sta diventando un vero e
    proprio OUTING… mi impegno, nella prossima, a raccontarvi solo cose belle!!
    Qualche giorno fa un ragazzo conosciuto nel CIA (il carcere minorile dove
    faccio catechesi), Kalvinklaine, ha ucciso una educatrice del carcere. È una
    storia complessa. Sembra che lei si fosse innamorata di lui quando ancora era
    dietro le sbarre e che la relazione sia continuata, fino all´epilogo violento.
    Sembra addirittura che lei, con ormai 50 anni, avesse cominciato ad usare crack
    insieme al suo “innamorato”, di soli 18 anni. La notizia é passata, ovviamente,
    su tutti i telegiornali locali. Nei primi giorni dopo l´assassinato sembra che
    ben 5 educatori del CIA si siano dimessi. Il direttore, Joao Luis, si é
    lasciato andare ad un piccolo sfogo dove mi ha trasmesso tutta la sua
    indignazione, delusione, incomprensione… e anche una grandissima Fede. È
    incredibile constatare come questo popolo, anche nelle situazioni piú
    disperate, riesca a mettere Dio e il suo amore sopra a tutto… come una
    coperta calda che tutto copre e avvolge.

    Le mie orchidee (nella prossima lettera vi manderó una foto) stanno per
    fiorire., tutte!! Sono davvero bellissime, un´opera d´arte. Ogni notte,
    silenziosamente e senza che nessuno se ne accorga, crescono le radici cercando
    umiditá, ne nascono di nuove che cercano di incunearsi nel tronco che le
    ospita, e si ingrossano i boccioli che presto si apriranno. E chissá di quali
    colori saranno questi fiori… Tutto questo in silenzio, senza che gli occhi
    distratti se ne accorgano. Credo davvero che la nostra realtá sia un po´
    cosí… gli eventi negativi, brutti, di dolore, fanno molto rumore. Le cose
    belle che silenziosamente crescono, si fortificano e si preparano a
    sbocciare… ci sono e sono molte! I miei occhi molto spesso ancora troppo
    distratti.

    Vi abbraccio fortissimo

    Paolo

    P.S. ultima notizia triste del giorno… hanno ucciso quasi davanti alla chiesa
    un ragazzo, Cristiano, coinvolto nel mondo delle dorghe, con giá della prigione
    alle spalle… era il fratello della Patrizia, la ragazza uccisa la notte di
    Capodanno…. Presto vi racconteró della mamma di Patrizia e Cristiano, un
    esempio di fede, forza e semplicitá che davvero mi sorprende e mi insegna
    molto.

    Categorie: Lettere Missioni