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  • Goias (Brasile)
    mercoledì 8 dicembre 2010

    Ciao carissimi tutti,
    mi dicono che li da voi ci sia un freddo davvero tosto… be, qui siamo in piena stagione delle piogge, a parte qualche temporalone sembra un pó il nostro luglio, con temperature e umiditá un pó piú basse. Chi non resiste piú al freddo puó avere una scusa buona e venirci a trovare!!!
    L´email di oggi é di quelle “brevi” ma dal contenuto importante perché vi racconta una piccola svolta a livello lavorativo. Dopo tre anni lascio l´unitá di strada con le relative visite ai meninos de rua di Goiania. Una decisione sofferta, sulla quale ho meditato molto soprattutto durante il recente viaggio di Don Corrado in Italia. La riflessione era stata aperta proprio da Don Corrado, considerando vari aspetti del mio tempo lavorativo. Il lavoro, soprattutto sul progetto delle Adozioni a Distanza della Caritas Children´s, é molto intenso. Pochissimi gli spazi per fare qualcos´altro. E l´esigenza sempre piú forte di cercare finanziamenti per i tanti progetti sociali che abbiamo qui. E mi riferisco soprattutto, com´é giusto che sia, ai finanziamenti provenienti dallo stesso Brasile. Da qualche mese avevo cominciato a “sbirciare” questo mondo di finanziamenti dello stato federale, dello stato del Goias, ecc.. e quelli legati ad organizzazioni private (banche, industrie, ecc.). È una piccola giungla, dove sembra che nessuno finanzi progetti se non in cambio di una “controparte”, e che si ricevono finanziamenti solo avendo un “padrino” politico che appoggi il progetto. Non sará facile, lo so, ma credo fondamentale cercare di dare sostentabilitá ai tanti progetti sociali che Don Corrado, con grande pazienza, ha messo in piedi. Approfitto per ringraziare Don Corrado per “averci visto lungo”… giá da qualche tempo ha fondato una ONG (De Maos Dadas pela Vida) nella quale sono convogliati tutti i progetti sociali, dai doposcuola alla scuolina di calcio. ONG che ha giá ricevuto tutti i riconoscimenti necessari per poter, e qui il cerchio si chiude, concorrere ai vari bandi per ricevere finanziamenti. Quindi, in poche parole, lascio l´attivitá coi meninos de rua per poter avere un pomeriggio a settimana per scrivere e pensare progetti e cercare, appunto, di trovare dei finanziamenti. Avró bisogno di tempo per entrare nei meccanismi e capirci qualcosa, ma da qualche parte bisogna pur cominciare! Diventa quindi un´esigenza dover “tagliare” qualche attivitá, e la decisione, sofferta, é caduta sui meninos de rua. Perché loro e non la catechesi nel carcere minorile… perché nel carcere minorile (CIA) sono l´unica presenza cattolica (il mio momento di catechesi é tuti i venerdí) e recentemente anche il pastore di una chiesa evangelica che andava tutte le settimane sta facendo un passo indietro. Perché nel CIA i ragazzi che incontro sono, in linea di massima, ben piú ricettivi che i meninos de rua… e con loro si riesce a fare un certo percorso di fede, analizzando insieme i temi piú importanti della fede cristiana. Dal perdono, al peccato, dall´amore di Dio per i suoi figli, al valore della vita. E anche perché l´unitá di strada che visita i meninos de rua si é ormai rafforzata con nuove persone (tra le quali un cicciottello e simpaticissimo sacerdote dell´ordine degli oblati) e la mia assenza non disequlibria troppo l´equipe. Il saluto l´ho dato in occasione del pranzo di Natale realizzato in strada qualche giorno fa. Ho scritto una lettera per i meninos con i quali ho creato una relazione piú forte. Spero di cuore che questa scelta possa essere quel tralcio potato con la speranza di poter dar piú frutto. E speriamo che non sia “uva selvatica”.

    Vi abbraccio tutti, forte forte
    Paolo

    Categorie: Lettere Missioni