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  • Goias (Brasile)
    giovedì 1 luglio 2010

    Nell’ultima mail vi raccontavo di Isidoria, quella ragazzina conosciuta
    nell’SOS criança che stava per entrare nella comunità terapeutica per
    disintossicarsi dalle droghe. Bene, ormai lo sappiamo quanto questo cambiamento
    di vita sia difficile, e non lo nascondiamo a nessuno. Il problema, come già
    detto in altre mail, è che in certi ragazzi/e le droghe non sono un problema
    isolato ma spesso sono il frutto terminale di altri problemi più profondi. La
    droga spesso è uno degli ultimi stadi. Capiamo quindi come liberarsene sia
    davvero complesso, difficilissimo ma pur sempre, in un qualche modo, possibile.
    Dobbiamo continuare a credere che anche dal crack ci sia un’uscita. Qualche
    caso, pochi a dire il vero, ci testimoniano questa fragile ma concreta
    possibilità… Insomma, tutta questa introduzione per dirvi che Isidoria non
    c’è riuscita. Purtroppo dopo neanche 30 giorni di comunità è uscita. In verità
    si è fatta buttar fuori, ma i particolari ve li risparmio. E ha fatto perdere
    le tracce.

    Oggi sono qui per presentarvi una situazione che credo sia la più complessa
    tra tutte quelle che stiamo accompagnando. Tanto complessa che è difficile fare
    un riassunto. Portate pazienza, poi parleremo anche dei mondiali!!!

    Bene, voglio parlarvi di Luis Flavio Junior e della sua famiglia. Flavio J.
    entra nel progetto di Adozione a Distanza a fine 2007. Lo considero uno dei
    ragazzini più bravi e promettenti: ottimi voti a scuola, obbediente, bravo a
    suonare la chitarra, molto sincero, curioso ed estroverso, ama leggere…. Luiz
    Flavio vive con i nonni dall’etá di un anno circa. Quando é nato, il padre
    aveva 17 anni e la madre 15; dopo poco tempo hanno pensato bene di disfarsene.
    Il padre ha poi generato (con un’altra ragazza) Michael Hunter, ed é successa
    la stessa cosa: affidato ai nonni (questa volta materni). Luiz Flavio non ha
    contatti con i genitori e chiama la nonna di mamma. La nonna-mamma DULCELIA ha
    problemi di cuore e pressione. Qualche mese fa, ormai credo un anno, il giudice
    le manda Michael Hunter perchè i nonni materni non lo stavano trattando bene.
    Michael sembra un ragazzino timido, oggi ha 14 anni, ma la nonna Dulcelia non
    riesce a controllarlo. Molto ribelle e disobbediente. Comunque, per qualche
    mese, tutto procede nella norma, tra difficoltà economiche e sogni di musicista
    di Flavio J. La situazione cambia drasticamente (tenetevi stretti perchè le
    cose si complicano davvero!!) quando il papà, che stava vivendo insieme ai due
    figli (Flavio J e Michael, appunto) e alla nonna-mamma Dulcelia, fa un
    incidente in moto. In tre sulla stessa moto con la pilota ubriaca. Brutto
    incidente, frontale con una jeep. Perde all’istante il piede ed entra in coma.
    Per più di tre mesi resta ricoverato nella terapia intensiva con la mamma ad
    assisterlo come un bambino, facendosi in quattro per trovare i biglietti
    dell’autobus e i soldi per comprare i pannoloni (l’ospedale non li passa!!).
    Due operazioni al cervello e la morte sembra scongiurata. Il verdetto dei
    medici tremendo: resterà così per sempre. Oggi vive come un vegetale,
    alimentato con sonda, senza un piede, senza movimenti volontari… totalmente
    scollegato dal mondo. Polmonite e piaghe da decubito si alternano. Respira
    attraverso un forellino nella trachea e quindi deve stare in ambienti puliti,
    senza polvere. La casa di proprietà dove vivevano era molto insalubre, pareti
    con muffa e pavimento di terra battuta. Don Corrado insiste molto col comune e
    riesce ad ottenere una promessa: doneranno il materiale per costruire una
    stanza. Il materiale ritarda ad arrivare, nel frattempo tagliano l’acqua per
    bollette non pagate. Quindi decidono di spostarsi in una casa in affitto in
    condizioni migliori. Ai vari problemi economici (le medicine qui sono molto
    care) si aggiunge così l’affitto da pagare. Il peso di tutta questa situazione
    è tutto sulle spalle della nonna-mamma e così Luis Flavio J. comincia a darsi
    da fare per trovare un lavoro. Con soli 15 anni va a scuola e al pomeriggio
    lavora. Un giorno (sta arrivando il peggio!) l’altro figlio che abitava con
    loro, con apparenti disturbi mentali, violenta una ragazzina nostra vicina di
    casa. La polizia lo prende e lui si dichiara innocente. Il processo corre
    rapido e nonostante qualche dubbio (una testimone avrebbe visto i due camminare
    abbracciati e sorridenti la sera stessa della violenza) il giudice lo condanna
    a 3 anni. La nonna-mamma Dulcelia ora ha un problema in più da accompagnare.
    Ogni settimana va in carcere a trovare il figlio, sapendo e constatando che per
    chi si macchia di questi reati non ha una vita facile dietro le sbarre.
    Dimenticavo di Igor, un altro figlio di Dulcelia, è da anni alcolista e
    continua ad entrare ed uscire da cliniche psichiatriche. In tutta questa
    disperazione è stupefacente come questa donna, con l’aiuto e l’appoggio di Luis
    Flavio e di un marito che ancora non riesco a catalogare (se non fosse per il
    suo volume piuttosto significante!!), continui a tenere duro, a non darsi per
    vinta, a lottare a denti stretti contro le difficoltà dei figli e con la fede
    disarmante in un Dio che la aiuta e la aiuterà.

    Come sempre resta una realtà famigliare conosciuta solo superficialmente, ma
    per me è sufficiente. Proprio ieri ho incontrato i tre, sotto il sole delle due
    di pomeriggio, spingendo dei carrelli di supermercato pieni di cartone e
    bottiglie vuote di plastica… per arrotondare stanno raccogliendo questi
    materiali di riciclaggio che qui sono pagati a peso.

    Preghiamo insieme per questa famiglia.

    Vi abbraccio fortissimo

    Paolo

    Ps: per sdrammatizzare un pò, che se no il rischio è di spalmarvi addosso pesi
    esagerati… be, la magnifica seleçao brasileira, rappresentanti del calcio
    samba è stata eliminata dal mondiale… chiaro che sono usciti dopo di noi e
    quindi per qualche giorno abbiamo dovuto accettare ogni tipo di sberleffo… e
    uscito il Brasile ho addirittura sentito dire che la colpa era del colore della
    maglietta… azzurro!!!! Comunque qui non sono normali… ho visto gente in
    ginocchio implorando il gol, altri piangere come disperati… i mondiali qui
    sono una febbre!!! Chissà cosa succederà nei prossimi, che saranno proprio qui
    in Brasile !!!!!!!

    Ps2: la costruzione della casa procede a gonfie vele, grazie a Dio ho trovato
    un muratore che oltre ad essere onesto ci sa proprio fare… ha le dita delle
    mani fini fini e alla domenica suona la chitarra a messa!!!!

    Categorie: Lettere Missioni