Storia

Fondata il 1° Ottobre del 1970 la nostra parrocchia è cresciuta in oltre 40 anni di eventi che hanno caratterizzato la vita del quartiere... Leggi tutto

Dove Siamo

San Paolo sorge a fianco del parco Enzo Martini, in Via Grenoble 9 a Parma. Nel 2008 si è unita anche la comunità di Vicopò... Leggi Tutto

Le Nostre Attività

Dal Catechismo alle Esperienze Estive, dal Gruppo Missionario alla Giovanni Paolo TV, ecco tutte le iniziative svolte presso l'Oratorio... Leggi Tutto

Ultime Notizie

  • Goias (Brasile)
    giovedì 25 febbraio 2010

    Carissimi,
    in questo periodo è successo un po’ di tutto. Ho lasciato passare diverse settimane e alcune cose inevitabilmente si perdono e diventa arduo ricordarle e raccontarle. Ma credo sia giusto così. In fin dei conti quello che “resta” sono gli avvenimenti e le situazioni che ci hanno colpito di più. Credo che in un qualche modo sia il cuore a fare questa selezione. A volte ci ricordiamo di stupidate o cose da poco… ma spesso sono momenti che per un qualche motivo ci hanno colpito, ci hanno fatto sorridere… ci hanno in un qualche modo toccato. E l’interessante è che tutto questo avviene senza volontà apparente. La “selezione dei ricordi” non chiede il permesso a nessuno. Avviene e basta!
    Ieri, uscendo di casa per la consueta visita ai meninos de rua del centro città, incontro seduta sul marciapiede la Kelly, mamma della Natacha e di Natanael. Conosco bene mamma e bimbi perchè per più di due anni sono stati nel progetto di Adozione a Distanza (Caritas Children di Parma). Chi si ricorda della favelina sulla montagnola del Residencial Rio Araguaia? I ragazzi del gruppo Mission che sono passati da noi in questi anni non potranno scordarla!! Bene, la Kelly era la proprietaria della casa (in realtà una baracca di 3×3 fatta di tavole di legno e teli di plastica) che era andata a fuoco. Avevano lasciato il morro e si erano rifugiati a casa di parenti di lui. Poi il crack che prende il sopravvento, i litigi, la mancanza di riferimenti, i problemi economici… Natacha lascia la mamma e comincia a vivere dalla nonna. Dopo alcuni mesi, peggiorando la situazione, anche il piccolo Natanael raggiunge la sorella. Mi ricordo di una chiacchierata, ormai un anno fa, in cui proponevo alla Kelly la comunità terapeutica per uscire dalle droghe. Una lunga chiacchierata in cui, finalmente, aveva ammesso l’uso della droga. Tra le lacrime aveva detto che non ce la faceva più, che il crack (qui lo chiamano anche pedra) le stava portando via tutto e che se non ne usciva alla svelta le avrebbe portato via la vita. Era cosciente, sapeva quello che diceva. Era poi sparita per diversi mesi, fino a ieri. Mi ha sorpreso incontrarla ma mi ha rattristato molto vederla in quello stato. Alla mia domanda “come va” la risposta e secca e chiara: “solo droga”. Lo dice con amarezza e sconforto, ma con una sincerità non comune. E’ magrissima, zigomi sporgenti, clavicole scavate, il busto difficile da descrivere… magro, alto, testo… ma è come se fosse magra di fuori e “gonfia” di dentro. Ho approfittato dell’incontro inaspettato per invitarla di nuovo alle riunioni, che tutti (i suoi bimbi, sua mamma, io… Dio!!) vogliamo vederla diversa. Abbassa il volto e comincia a piangere. “Potrei smettere ma non ce la farò, non ho più forza di volontà”. Preghiamo tanto per questa ragazza, che lo Spirito di Dio possa riempirle il cuore e darle nuovo coraggio.
    Sapete che in queste lettere non parlo molto di me, quanto piuttosto delle persone che incontriamo qui. Credo che faccia parte del missionario, consacrato o laico che sia, il cercare di dare voce a chi non ha voce, a chi nella storia non ha peso. Ma oggi voglio rompere un po’ questa “regola” e parlarvi un po’ di me.
    Non nascondo a tutti voi, amici lettori di queste piccole lettere dal Brasile, un poco di emozione. Chi mi conosce bene non resterà sorpreso per quanto sto per scrivervi. Qualcuno mi ha detto che non avrei potuto nascondervi una gioia così grande, che voi lettori fate in un qualche modo parte della nostra missione e quindi della nostra stessa vita.
    La mia camminata fino ad oggi è stata colorata e movimentata. Diciamo che è successo un po’ di tutto ma che alla fine la missione ha vinto. La svolta più importante mi ha portato qui nel settembre 2007. Ho scelto di venire in Brasile con la consapevolezza dell’importanza della svolta che stavo dando alla mia vita. Non era l’ennesima esperienza “a tempo determinato” ma una scelta di vita. Da anni nel cuore il sogno, oltre che della missione, di una famiglia. Anni fa l’intuizione chiara che la scommessa di una società umanizzata si basa sulla famiglia, e nel petto questa vocazione. Ho incontrato qui una ragazza, Leide, che mi ha toccato il cuore. Col tempo ci siamo conosciuti e abbiamo maturato insieme sogni e speranze. E crediamo che sia giunta l’ora di fare un passo concreto molto importate. E’ l’apertura a una nuova strada nella strada che sto già percorrendo. Perchè la missione è parte della mia vita e sarà parte intrinseca della nostra famiglia. Le nozze saranno, se Deus quiser (se Dio vorrà, come usa pensare qui), in agosto! Non tarderanno ad arrivare gli inviti!!!!!!!

    Vi abbraccio davvero fortissimo.
    Paolo

    Categorie: Lettere Missioni